Loreggia… domani?!

Se si confronta il programma di cinque anni fa, che coincide in diversi punti (i cui obbiettivi non sono stati evidentemente raggiunti) con quello attuale, bisogna dire che il nome del partito “Loreggia Domani” è stato scelto proprio bene. Infatti nelle espressioni correnti “domani” non ha sempre il suo significato letterale. Può anche indicare una realtà futura auspicata, o semplicemente il futuro in modo indeterminato, ma quando si dice a qualcuno: “sì, domani”… significa che ci si vuole levare di torno un seccatore.

Ora il sig. Bui di seccatori ne ha molti, sono infatti tutti i loreggiani che non fanno solo gli yes-men, ma magari osano chiedere se, pagando, s’intende, possono andare a giocare a calcio negli impianti sportivi del paese. Chissà come mai, ma nella passata legislatura questa cosa al sig. Bui non andava a genio, per cui, come è appunto suo costume politico, ha procrastinato. Per chi non avesse studiato latino, il termine procrastinare (cras in latino significa domani) vuol dire rimandare a domani. E sull’espressione “rimandare a domani” (quando domani non significhi letteralmente domani) ci si può divertire poi fin che si vuole, perché significa che si rimanda “sine die” (a nessun giorno), oppure alle calende greche (nell’antica Grecia le calende non esistevano), oppure si può semplicemente osservare, come ha simpaticamente ricordato il collega Giuseppe Cruciani, citando alla Zanzara una fatidica frase di Fiorentino Sullo (vecchio politico Dc): “in politica le cose valgono solo nel momento in cui si dicono”. Cioè quando un politico promette qualcosa, la sua promessa vale solo nel momento preciso in cui viene espressa, per perdere completamente di validità il minuto secondo successivo… qualcuno si meraviglia?

Ma ovviamente “domani” non è certo l’unica strategia politica, uno scaltro politico si può infatti dilettare a mandare il seccatore che vuole giocare a pallone (e, che, chissà perché deve essere discriminato), da qualche suo alleato, il quale avrà il facile compito di promettere e pro-CRAS-tinare, aumentando il balletto dei “domani”… Lo ha infatti raccontato alla nostra redazione il signor Daniele Volpato, presidente dell’Amatori calcio Loreggia, che ha dovuto, stanco per l’interminabile balletto, alla fine portare la sua squadra a giocare in altro paese.

Ma c’è di molto peggio. Fonti ben informate, al Pronto Soccorso di Camposampiero riferiscono che una persona anziana che vive da sola può rimanere per ben tre giorni in casa in stato di totale isolamento e abbandono, a causa di un banale contrattempo col telefono, senza che nessuno se ne possa accorgere, tanto da arrivare in stato di grave defedamento da inedia al PS. Oppure (ben più spesso ed (è successo, e succede a Loreggia!) all’ospedale arrivino donne aggredite dai loro conviventi, le quali rifiutano di denunciare l’accaduto, perché non hanno altro luogo dove rientrare, una volta dimesse, se non le solite mura domestiche, in compagnia del violento…

Possibile che un sindaco di un piccolo paese, dove si può benissimo facilitare sistemi di solidarietà, e organizzare convenzioni con strutture di accoglienza, non si sia mai preso la briga di informarsi sull’esistenza di queste problematiche? strano perché sono fatti che immancabilmente si leggono sui giornali…

redazione